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Preservativi a 1 euro. Perché no?

20 marzo 2009

Ho provato sentimenti contrastanti quando ho saputo dell’iniziativa di un chilo di pane venduto a un euro; mi è sembrata, forse, una forma a metà tra l’assistenzialismo e la carità cristiana. Poi, pensando che il pane è comunque la trasformazione del grano e dell’acqua in qualcosa che prima non c’era, proprio come succede alla nascita dell’essere umano, me la sono fatta piacere. Però, come ho già avuto modo di dire a Paolo Ferrero in un importante incontro organizzato da Elena Canali nella sede della rivista Transform, è un’iniziativa che va appunto… trasformata. E allargata: perché non pensare, per esempio, a vendere i preservativi a prezzo di costo, o a pubblicare sul giornale un elenco nazionale dei farmacisti “non obiettori” dove si possa andare a ritirare “la pillola del giorno dopo” senza incappare in violenze e ottusità clerico-fasciste, o persino a mettere a disposizione un medico “non obiettore” in tutte le circoscrizioni? L’idea, visto anche l’ultimo anatema delle gerarchie ratzingeriane in fatto di contraccezione, non è poi tanto peregrina. Vogliamo una sinistra che sappia occuparsi dei nostri bisogni ma anche delle nostre esigenze, cara “Liberazione”. Vogliamo pane e amore. La fantasia arriverà di conseguenza!

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From → Liberazione

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