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Stefano Cucchi

7 novembre 2009

E così inciderete una targa per dare il suo nome a un vicolo sperduto della Capitale. Poi la toglierete. Ne parlerete ancora l’anno prossimo, quando ricorrerà l’anniversario della sua morte. Poi lo dimenticherete. Peserà sulle vostre coscienze per un po’. Poi scomparirà, leggero come una piuma, come il suo corpo martoriato. Di lui rimarranno soltanto le lacrime di chi gli ha voluto bene, macigni salati sui vostri inconsci anaffettivi.

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From → L'Unità

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