Skip to content

L’Iran arresta Panahi e noi restiamo a guardare

4 marzo 2010

E così, a Teheran, si può arrestare un regista, insieme alla moglie e alla figlia. Rinchiudere la sua voce. Jafar Panahi, che con “Il palloncino bianco” e “Il cerchio” ha saputo raccontarci l’Iran dopo lo Scià e prima, durante e dopo la “rivoluzione” islamica di Khomeyni, non deve parlare, non deve esprimersi. Non può dire all’Europa che cosa sta succedendo nell’antica, gloriosa Persia, culla di linguaggio e identità. Fu proprio Reza Pahlavi a voler ripristinare per il Paese il nome “Iran”, da “ariano”: per distinguere quella terra dagli altri paesi arabi. E forse è vero, la lingua persiana è dolce, i modi iraniani sono gentili. Ora l’Iran si distingue, invece, per violenza e censura. E noi, nel nostro ariano Occidente, restiamo a guardare. Senza vedere.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: