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Rifiutare le negazioni

11 febbraio 2012
Correva il 9 febbraio l’anniversario della interruzione della alimentazione artificiale di Eluana Englaro, già morta 17 anni prima ma tenuta in non-vita per legge. Non si è quasi parlato di questa ricorrenza che tanto sembrava aver appassionato i paladini degli stati vegetativi. Si è molto parlato invece, e si continuerà a parlare, della strenua difesa da parte delle gerarchie catto-politiche di tutti gli stati precedenti o posteriori alla vita umana. L’iniziativa del cimitero dei non-nati, per esempio; o l’obiezione di coscienza di medici e farmacisti per la tutela degli ovociti fecondati di donne che vorrebbero abortire; fino ai continui veti alla ricerca scientifica sugli embrioni stessi e sulle staminali. Ogni cellula sembra più importante dell’essere umano vero e proprio: non-vita, non-nati, non-pensiero. Non-leggi, quindi, di un Paese intrinsecamente non-laico e di una non-politica opportunisticamente asservita al Vaticano. Negazioni quotidiane violente, queste, cui si dovrebbe rispondere sempre con un rifiuto netto e radicale: NO ai mille “non” che negano i diritti civili fondamentali di donne e uomini vivi.
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3 commenti
  1. Cronache Laiche, 11.02.12:
    http://www.cronachelaiche.it/2012/02/rifiutare-le-negazioni/

    Il Fatto Quotidiano, 12.02.12
    – Un paese pieno di “non” –

    Il Riformista, 15.02.12
    “Contro le negazioni sul non-vita”:

    Il Secolo XIX, 16.02.12
    “La vicenda Englaro non va dimenticata”:

  2. tiziana permalink

    Sempre più fermamente credo che non ci sia bisogno di una legge che regolamenti il fine vita.
    La malattia e la fine sono momenti troppo intimi e personali per poter essere regolati da un parlamento, poi se addiritura pensiamo al nostro.
    I medici per la maggior parte dei casi sono persone attente e sensibili che chiedono l’aiuto di familiari e amici per comunicare la malattia e per essere confortati in scelte che sono i primi a suggerire.
    Piuttosto quello che dovrebbe essere un diritto è la chemio e la radio palliativa che oggi non è a carico del sistema sanitario (costa e si fa ai terminali, quindi egoisticamente non serve) mentre so per esperienza personale che aiuta il malato ad affrontare meglio le cure antalgiche. Anche queste purtroppo costose, giacchè il sistema sanitario nazionale offre una fiala di morfina al giorno.

  3. lucia ricci permalink

    Sono d’accordo, non si può legiferare su queti temi.

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