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La malattia mentale è multietnica

28 maggio 2012
L’ennesima, ferale notizia è che una donna, per di più incinta, è stata strangolata dal marito e gettata in un fiume. L’uomo ha confessato dopo che il corpo della moglie è stato ritrovato. Poi viene subito scritto che la coppia era di origini indiane. E il sottotesto unisono dei nostri media diventa: la donna, agli occhi del marito e della suocera, si era troppo “occidentalizzata”… Come è possibile!? Un uomo che uccide una donna è un malato di mente: non ci sono altre “ragioni” da trovare, per un altro femminicidio. Malattia mentale: sarebbe quella la prima cosa da scrivere, la prima ipotesi da azzardare. Senza pseudo-giustificazioni di onori, gelosie, costumi, usanze. La malattia mentale, soprattutto nel rapporto donna uomo, è multietnica e deve essere curata a ogni latitudine. Certamente a livello individuale, ma soprattutto a livello culturale: perché a monte della violenza malata degli uomini contro le donne vi sono millenni di filosofie maschiliste e di religioni misogine.
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One Comment
  1. valerio permalink

    Quanto affermi è così vero e radicato che probabilmente anche le radici dell’odierna recrudescenza transfobica ed omofobica sono da ricercare nei “millenni di filosofie maschiliste e di religioni misogine” a cui è necessario rispondere con una maggiore integrazione tra le politiche di genere e quelle per i diritti Lgbt

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