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Inferno e paradiso

31 maggio 2013

arcobalenoCi sono due notizie in qualche modo collegate tra loro. La prima, che è circolata davvero poco, racconta di un trentenne americano di nome Ari Mandel, che era certo di essersi guadagnato un posto in paradiso per il suo impegno umanitario dopo il terremoto di Haiti del 2010: in quella occasione ha salvato molte vite, ma allo stesso tempo si è reso conto che nessun dio potrebbe volere tanto dolore. Al suo posto in paradiso rinuncia e lo mette all’asta su ebay, raggiungendo 100.000 dollari di offerta, prima che il sito decida di rimuovere la vendita poiché l’oggetto “paradiso” è inesistente, o quanto meno intangibile. E pensare che la Chiesa se lo vende da duemila anni… La seconda notizia riguarda Vasco Rossi, che parla invece di inferno, del suo inferno personale: dopo essersi ammalato di un batterio killer si è anche depresso a tal punto che ha pensato di mettere fine alla sua vita, prima che la malattia decidesse per lui. Quando si tocca il fondo, c’è persino un canto di sirene laggiù, che invita a restare, ma potendo è sempre meglio risalire per prendersi nuovi applausi. Perché il paradiso è quassù – come l’inferno – in questa vita. Peccato andare a cercarselo da morti, in un aldilà che è un invendibile “oggetto inesistente”, con buona pace dei suoi inventori.

© Paolo Izzo 

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