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La giustizia giusta e le Erinni

26 giugno 2013

12referendumradicali

Sui referendum radicali in tema di giustizia (contro l’abuso della custodia cautelare e per l’abolizione dell’ergastolo; sulla responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle loro carriere e il rientro di quelli fuori ruolo, per smaltire l’enorme quantità di processi accumulati) si sono già messe in volo le Erinni mediatiche, che con le loro urla terribili tenteranno in anticipo di “vendicare” gli umani per il possibile vantaggio che, da quei quesiti, trarrebbe Silvio Berlusconi. Invece, servirebbe l’apporto di tutti, a sostegno di una battaglia di civiltà: per fornire una libertà di scelta ai cittadini italiani. Nel ricordare che quella referendaria è sempre la “seconda scheda” prevista dai padri costituenti e che per essi è possibile rispondere con un sì o con un no, secondo il proprio sentire, andrebbe anche precisato che le battaglie radicali per una riforma della giustizia e per l’amnistia sono di antica memoria e che non cambieranno certo rotta soltanto per il pericolo che possa beneficiarne l’ex premier. Al contrario, Berlusconi non è l’oggetto della iniziativa politica radicale. Lo sono il diritto e la giustizia. Un diritto più umano. Una giustizia più giusta.

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