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A Roma c’è il mare?

12 luglio 2013
mareA Roma c’è il mare, ma nessuno lo sa. Nessuno lo vede. Un tempo il lungomare di Ostia veniva detto “lido di Roma”. Oggi quella espressione sembra di cattivo gusto e il lungomare, invece, l’abbiamo chiamato “lungomuro”. Perché il mare non c’è. Non si vede. Semmai si sente con le orecchie o col naso, ma la parete di cemento che si trova di fronte chiunque si avvicini al litorale di Ostia non lo rende accessibile allo sguardo. Né al pubblico. Che se vuole andare al mare deve passare attraverso uno stabilimento, con i suoi orari e le sue regole e i suoi alti prezzi. Altrimenti scavalcare un altro muro, all’altezza del pontile, a suo rischio e pericolo. Perché non c’è il mare a Roma, né a Ostia, X municipio della Capitale. La nuova amministrazione di Ignazio Marino intervenga subito contro questa blindatura del nostro lido. Lo faccia presto, d’estate. Perché d’inverno gli stabilimenti chiudono e non faranno entrare nemmeno i consiglieri comunali. Mentre del mare di Roma continuerà a sentirsi soltanto l’odore. E il suono.

Paolo Izzo

segretario Radicali Roma
 
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From → Il Manifesto

2 commenti
  1. 17.07.13
    Ostia / Magi, Izzo: “Legalità va conquistata per un mare libero. Esposto contro le barriere”

    Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere comunale radicale eletto nella Lista civica Marino, e Paolo Izzo, segretario di Radicali Roma.
    (ripresa dall’agenzia di stampa DIRE e da Repubblica Roma)

    I gravi problemi di criminalità a Ostia, già noti ma riemersi in questi giorni, si risolvono riqualificando il litorale ma non ci potrà essere riqualificazione efficace che non parta dalla legalità e dal ristabilire per i cittadini il diritto di fruire del mare di Roma.
    Nel mese di maggio scorso avevamo manifestato a Ostia per denunciare la costruzione illegale di nuove barriere che impediscono ai cittadini l’accesso alla spiaggia e persino la visibilità del mare. Emblematico è il caso del cancello presso il pontile di piazza dei Ravennati realizzato negli anni Ottanta proprio per garantire il libero accesso alla spiaggia, mai più aperto nel corso degli anni e definitivamente sbarrato con un muretto e una siepe comparsi da un giorno all’altro, proprio all’inizio della stagione balneare in corso.
    Avevamo segnalato alla Polizia di Roma Capitale quell’intervento abusivo, ma con il sopralluogo di stamattina – accompagnati da franco Giacomelli militante radicale e dell’associazione Mare Libero – non solo abbiamo riscontrato che il passaggio è ancora impedito, ma sono comparse anche delle recinzioni fatte con reti da cantiere che corrono tutto intorno al pontile. Sembra il fossato di un castello, il recinto di un campo di prigionia, una gabbia per ovipari, ma soprattutto si tratta di ulteriori barriere posizionate in violazione della legge e delle ordinanze comunali, di cui chiediamo l’immediata rimozione.
    Per questo stiamo preparando un esposto, corredato con la documentazione fotografica delle recinzioni, che invieremo alla procura, al Comando Generale della Polizia di Roma Capitale, al Comando provinciale dei Carabinieri, alla Capitaneria di Porto, e all’U.O. Ambiente e Litorale del Comune di Roma.

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