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Il decreto “Salva Vaticano”

5 marzo 2014

imageI porporati e i clericali in borghese che hanno recentemente celebrato la ricorrenza dei Patti Lateranensi, cofirmati da Benito Mussolini e dal Segretario di Stato Pietro Gasparri l’11 febbraio 1929, possono ben rallegrarsi di avere almeno un altro motivo per festeggiare. Il cosiddetto DL Salva Roma, infatti, determinerebbe che, tra gli edifici esentati dal pagamento della TASI, per intenderci la tassa su servizi come l’illuminazione e la manutenzione stradale, ci siano i luoghi di culto e gli immobili di proprietà del Vaticano. E questo proprio grazie a un’interpretazione (un po’ azzardata, in verità) di quei Patti e della loro ratifica a firma Bettino Craxi del 1984. Ci vorrebbero i Radicali, anche se ultimamente ci vanno un po’ troppo leggeri sul tema della laicità dello Stato, a fare chiarezza. Perché va bene che sotto il Cupolone si crede di poter camminare a un palmo da terra quando non sulle acque, o che l’illuminazione arrivi naturalmente dal Cielo o da gratuite emanazioni dell’anima, ma noi comuni mortali pensiamo che non sia così e per questo nostro ingenuo pensiero siamo infatti obbligati a pagare TASI, TARI, IMU e tutti quegli altri balzelli dedicati esclusivamente a chi non ha santi in paradiso.

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