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La sinistra mente

9 luglio 2014

magritte22D’estate, alle volte, viene voglia di giocare con le parole. Lo fanno anche i quotidiani, nei mesi più caldi, mentre la politica lo fa tutto l’anno. Così può capitare di pensare alla Sinistra, cercando di tenersi lontani dall’amarcord e magari indossando degli occhiali a infrarossi, per vederla anche dove non c’è. Perché, a ragionarci, la Sinistra non c’è più. Oppure non si palesa, evitando con scientifica razionalità i temi che qualcuno chiama “sensibili” e che i Radicali chiamano diritti civili. Non c’è sulla laicità dello Stato, da cui di fatto deriverebbe la libertà di scelta, delle donne soprattutto; non c’è sui diritti degli ultimi, che siano carcerati, immigrati o tossicodipendenti; non c’è sul prima e sul dopo la vita umana, su cui ancora decide la Chiesa. Oppure: la sinistra mente. Dice bugie, fingendo che ci sia ben altro di cui occuparsi: dell’economia, per esempio, o del lavoro. Ma mente, la sinistra: perché è evidente a tutti che, dove c’è diritto, c’è anche benessere, materiale e mentale. Non ci resta che giocare, quindi. Auspicando che quel verbo diventi sostantivo. Che quel “mente” sia la psiche umana e che sia trasformazione del modo di pensare; che sia la verità come priorità. Anche se la verità, alle volte, può diventare sinistra. E viceversa.

© Paolo Izzo

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