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Se lo Stato è inumano

10 novembre 2014

cucchiLa nostra vicina Città del Vaticano, grazie all’impegno del suo capo di Stato, ha da poco introdotto il reato di tortura nel suo ordinamento giudiziario penale. Pur essendo difficile pensare che in un così piccolo territorio e con così pochi abitanti si possa commettere un tale reato, a meno che da quelle parti non intendano ripristinare il Tribunale dell’Inquisizione, il gesto del nuovo pontefice è un importante segno di civiltà e di progresso. Da noi, invece, il reato di tortura ancora non c’è, sebbene i Radicali e altri movimenti altrettanto silenziati lo invochino da tempo. Recentemente ho partecipato alla fiaccolata che si è tenuta a Roma sabato 8 novembre, per fare luce nella buia notte di Stefano Cucchi e di quanti – come lui – sono entrati vivi nelle “segrete” del nostro Paese e ne sono usciti morti. “È stato lo Stato!”: è la rabbiosa frase che infatti si è sentita ripetere a più riprese. E sarà sempre il nostro Stato, se non riuscirà a proteggere noi cittadini da ogni tipo di tortura, psicologica o fisica, a essere responsabile o quanto meno complice di chi pensa e agisce come se altri esseri umani fossero a sua disposizione per trattarli inumanamente.

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