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ll cono d’ombra della luce divina sulle unioni civili

15 maggio 2015

ombra-cupolone1Più di due anni fa Jorge Mario Bergoglio avviava il suo pontificato ricevendo la staffetta da Joseph Ratzinger e, anzi, i due per un po’ coabitarono il Vaticano in una inedita coppia di fatto. Di lì a poco, papa Francesco avrebbe firmato la sua prima enciclica, intitolata Lumen fidei, il cui cono d’ombra sulla vita degli italiani si allunga fino all’oggi. I laici più “radicali” già sapevano che quella sortita, secondo cui – tra le altre cose – la luce divina si concentra soltanto sulle coppie donna-uomo unite in matrimonio, avrebbe rappresentato a lungo il canovaccio della politica italiana e il palinsesto della nostra informazione, preventivamente genuflesse ai diktat d’Oltretevere, per quanto ora espressi da un papa dalla pratica e dall’aspetto bonari. Infatti, in questi giorni, si è già fermata in Senato – e ciò rimanda ogni dibattito a dopo l’estate – la legge sul riconoscimento delle unioni civili, grazie al solerte lavoro dei papa-senators e alla ignavia di una maggioranza poco di sinistra e molto centrista. E noi aspetteremo ancora, forse eternamente, la nostra enciclica laica in materia di unioni civili che rispetti la nostra Costituzione, dove i “coniugi” non sono nominati né giudicati in base al loro sesso.

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