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Casa, lavoro e chiesa

3 novembre 2015

moneta vaticanoQuando entrai la prima volta nel carcere di Rebibbia, con i compagni Radicali, una delle cose che più mi colpirono fu l’imponente chiesa costruita all’interno del cortile riservato a detenuti e a parenti in visita. Ho frenato a stento la mia penna – che avrebbe invocato “parità confessionale” per una popolazione carceraria di fatto multietnica – soltanto perché immagino che sia comunque di conforto, per persone recluse forzatamente, avere un luogo dove rivolgersi a un qualsivoglia dio. Oggi, invece, apprendo che all’interno della Regione Lazio, non solo c’è una cappella cattolica, ma anche che in essa dal 2003 veniva fornita “assistenza spirituale” al modico prezzo di 2.000 euro al mese, versati da tutti noi contribuenti alla Diocesi di Roma e senza che dal Vaticano – immagino – venisse corrisposta al nostro Stato alcuna aliquota fiscale. Ora che il presidente Nicola Zingaretti ha sospeso l’ennesimo obolo istituzionalizzato nelle casse d’Oltretevere, forse i dipendenti dovranno cercare altrove un conforto per l’anima. Magari fuori dal luogo di lavoro, loro che possono uscire: e sono anche fortunati, visto che nel quartiere dove è situata la Regione Lazio, la famosa Garbatella, di chiese ce ne sono almeno sette!

© Paolo Izzo

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