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Natale in casa Salvini

2 dicembre 2015

salviniRitengo che dovrebbe mettere in imbarazzo per prima la Chiesa cattolica il presepe vivente che si è andato formando a Rozzano, dopo che il preside della scuola “Garofani”, Marco Parma, aveva tentato di trasformare il Natale in una festa multietnica, dato che nella sua scuola un bambino su cinque ha origini straniere. Non contenti di averlo costretto alle dimissioni solo per aver cercato di impedire canti di una sola religione, sono arrivati Maria Stella Gelmini nei panni della Vergine, proprio per invocare cantando la propria tradizionale fecondazione eterologa; Matteo Salvini, nel ruolo di un san Giuseppe in giubbotto verde ramarro, è sceso apposta dalla pietosa ruspa con cui stava abbattendo baracche, per salvare la sua capannina dalla secolarizzazione e dall’Isis; mentre Ignazio La Russa, non sapendo bene il ruolo che gli avrebbero riservato per scaldare la santa culla, ha portato la sua bandiera, gli hanno detto che non poteva sventolarla e ha dichiarato che si trattava in realtà di una cometa. A Rozzano, Milano, Padania la recita natalizia è stata dunque anticipata, con gli autoinvitati multifamilisti paladini del Natale, mentre in terra mediorientale i beneficiari di tanto fervore mistico si staranno di certo rivoltando nei loro sacri sepolcri.

© Paolo Izzo, Radicale – Roma

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