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Il rovescio della medaglia

30 luglio 2016

copertina_il_maratoneta_imgL’associazione “Luca Coscioni” ha ideato “No Barriere”, una app con cui si può segnalare con una foto e una descrizione la presenza di barriere architettoniche nella propria città. L’ostacolo per disabili compare su una mappa e la segnalazione arriva alla associazione radicale, che si attiva per abbatterla insieme al cittadino, cui fornirà una lettera da inviare al proprio sindaco. L’idea bella e importante viene raccolta solo da “Avvenire”, uno dei più ferventi avversari politici delle iniziative dell’associazione. Il quotidiano dei vescovi infatti chiosa la notizia con «Quelle per la vita sono sempre buone battaglie» sottintendendo altre lotte radicali, come quella per eutanasia e testamento biologico, a difesa della legge 194 o di contrasto alla legge 40. Invece dovrebbe essere chiaro come i diritti civili e la libertà di scelta individuale abbiano sempre una doppia valenza: chi si batte per il diritto a non avere figli, lo fa anche per quello ad averli; scegliere di morire senza più soffrire è speculare a scegliere di vivere, al meglio e senza barriere. Ad “Avvenire”, che mostra il coraggio del dialogo dando conto delle iniziative di una associazione che ha per motto “Vivere liberi, fino alla fine”, bisognerebbe ribattere che vivere e non vivere sono sulla stessa medaglia. Ma ci vorrebbe un giornale laico…

© Paolo Izzo

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