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La selva oscura dei diritti

6 dicembre 2016

danteMentre l’Italia votava il referendum dopo un lungo e scomposto dibattito monotematico, loro erano lì ad aspettare. Impronunciati, quasi fossero parolacce. Nascosti come scheletri negli armadi. Irrealizzati come sogni infranti. Loro, i diritti civili. Quei tanti diritti che ancora sono impediti e offesi, erano lì ad aspettare che la campagna referendaria finisse. Dietro di loro, degli esseri umani. Che ancora aspettano: per strada, nelle case, negli ospedali, nei consultori, nei tribunali, nelle carceri. Ora saranno liberati, quei diritti e quegli esseri umani? Oppure li teniamo in salamoia per un’altra tornata di insulti in politichese? Se e come avere dei figli, con chi vivere, sposarsi o fare l’amore, quando e come morire. Governi e Parlamenti permettendo, il «cammin di nostra vita» è costellato di decisioni dove la libertà di scelta e i diritti civili sono fondamentali e dovrebbero essere definiti e chiari ma, al contrario, sono ancora «una selva oscura».

© Paolo Izzo

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