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Il mare non bagna Roma

13 febbraio 2017

ostia1Potremmo essere l’unico Paese europeo, insieme alla Grecia, la cui Capitale si affaccia direttamente sul Mediterraneo. Addirittura l’unico, se si considera che fra Atene e il mare c’è il Pireo, che è giurisdizione a sé stante. Tuttavia le spiagge di Ostia, X Municipio di Roma, sono ancora di fatto “privatizzate” dai concessionari balneari, sempre gli stessi. I quali, con la complicità decennale della politica locale e nazionale, hanno rovesciato completamente l’interpretazione del ruolo acquisito a suo tempo e, perciò, sono semmai loro a “concederci” di accedere al mare, previo pagamento del dazio di un biglietto d’ingresso alla pubblica battigia. Impenetrabili alla legalità come le favelas brasiliane, gli stabilimenti di Ostia continuano a essere gestiti senza nuove gare pubbliche dagli stessi proprietari del mare, nonostante il X Municipio sia commissariato per mafia e nonostante la Corte di giustizia europea abbia da poco sentenziato che la proroga al 2020 delle concessioni è incompatibile con la direttiva Bolkestein. E così, tra poco, noi tutti cittadini italiani, oltre alla gabella per vedere il nostro mare, pagheremo una sanzione (europea) perché ci hanno impedito di vederlo.

© Paolo Izzo, Radicale – Roma

(nell’immagine il titolo del docufilm inedito di Emanuele Luca)

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