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Di chi è il mare di Roma?

5 novembre 2017

ostia3Non mi risulta che i 9 candidati alla presidenza del municipio di Ostia abbiano veramente affrontato la questione delle concessioni balneari in campagna elettorale. Alcuni hanno annunciato che occorre abbattere il “lungomuro”, ma nessuno ha sottolineato che quel muro impedisce di vedere non solo il mare, ma anche la marea di illegalità che ha invaso le spiagge di Roma negli ultimi trent’anni. Lo sapeva bene Marco Pannella, quando nel 1992 fu eletto minisindaco di Ostia e, nei soli 100 giorni che decise di ricoprire quell’incarico, cominciò una vera rivoluzione sul litorale romano: quando ottenne l’intervento del genio militare, perché altrimenti non si sarebbe riusciti a far abbattere le strutture abusive che già si costruivano all’epoca, Pannella aveva intuito che la situazione sarebbe degenerata. Oggi, dopo un quarto di secolo, quella intuizione è una concreta realtà e l’ondata di legalità che Marco portò fino al mare ci manca ancor di più. A Ostia vivono 240.000 persone e ciò ne farebbe – per numero di abitanti – la tredicesima città italiana. Chiunque sarà chiamato ad amministrarla, anche se niente lascia pensare che i candidati lo abbiano capito o che non abbiano invece interesse a che nulla cambi, non dovrebbe lasciare che siano soltanto i pochi “padroni delle spiagge” a vedere e gestire il mare di Roma.

© Paolo Izzo, Radicale
(La foto è di Luigi Stanziani)

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