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Aiuto al suicidio

19 gennaio 2018

leggeSe mediamente ogni settimana una persona si toglie la vita nelle carceri italiane, come è avvenuto nel 2017 – che ha contato drammaticamente e precisamente 52 suicidi – significa che ha ragione il Partito Radicale nel mantenere al centro delle sue battaglie lo Stato di diritto, la giustizia e l’ordinamento penitenziario. Ma se ne parla molto poco, anzi per niente. Di un altro tema radicale, però, si comincia finalmente a dibattere di più: il fine vita. E questo anche grazie al coraggio di Marco Cappato che ha accompagnato Fabiano Antoniani a morire in Svizzera, si è autodenunciato per averlo fatto e ora è sotto processo. Ecco, la domanda è: per ciascuno di quei suicidi che avvengono con cadenza settimanale nelle patrie galere, chi dovrebbe andare sotto processo per non aver vigilato o saputo impedire tali gesti estremi? Le misere condizioni carcerarie, che solo il Partito Radicale e pochi altri denunciano e documentano, non basterebbero a configurare sempre quel reato di “istigazione o aiuto al suicidio” a cui è dedicato l’articolo 580 del codice penale italiano?

© Paolo Izzo

 

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