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Viva Radio Radicale!

10 dicembre 2018

matita nel pugnoForse scrivo per Partito preso, quello Radicale, quello di Marco Pannella, che se non raggiunge l’obiettivo di 3001 iscritti entro la fine dell’anno, rischia di chiudere. Forse sono per di più fazioso, perché Radio radicale, oltre a notizie che in pochi altri danno sugli ultimi Paesi e gli ultimi esseri umani del mondo e della società, oltre a fornire un reale servizio pubblico, trasversale e onnicomprensivo, da qualche tempo ospita anche una rubrica militante dedicata a queste mie lettere ai giornali (“eretiche” e appunto radicali). O forse ho soltanto nostalgia delle fluviali, intense conversazioni domenicali di Marco con il bravo Massimo Bordin, dove l’intero scibile politico e umano era all’ordine del giorno, anzi della settimana. Tuttavia, penso che la radio che fu fondata da Pannella con il sostegno di pochi compagni, non possa abbassare la voce come invece vorrebbero i nostri sgangherati governanti in assetto populista. Il loro “popolo” forse no, ma noi persone nutriamo ancora l’esigenza di sapere, di “conoscere per deliberare”, di ascoltare cosa succede oltre il già visto e il già ascoltato. Si mettano una mano sulla latitante coscienza coloro i quali oggi tentano di silenziarla: un giorno lontano, quando un utopistico cambiamento davvero si realizzerà, Radio radicale darebbe spazio persino alle loro rimostranze.

© Paolo Izzo

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