Skip to content

Quanto è lontana la Somalia

mogasdiscio
Una mattina, alla radio, sento in coda a un notiziario che si “aggrava il bilancio delle vittime dell’attentato”; torno a casa, rovisto i telegiornali in cerca di dettagli su cosa e dove sia successo, ma – non trovando nulla – penso di essere solo suggestionato dalla sequela di atti terroristici degli ultimi anni. In serata, la notizia ricompare, anche se non tra le più importanti e persino l’indomani sono rari i giornali che le danno dignità da “prima pagina”, tanto che, in voluta controtendenza, Massimo Bordin ne fa l’apertura della rassegna stampa di Radio Radicale. La domanda che traggo dalla mia grottesca rêverie è questa: quasi trecento morti e altrettanti feriti per l’esplosione di due camion bomba a Mogadiscio, sono o non sono un titolo da prima pagina, oltre che una tragedia di una gravità inaudita? Proprio mentre scrivo, mi arriva un’altra notizia, sempre in sordina, e mi sorge un’altra domanda: sembra che per uno dei due camion bomba in Somalia sia stato usato un vecchio mezzo militare italiano e che la procura di Firenze stia indagando sulla esportazione illegale di mezzi dismessi, ma non demilitarizzati, delle nostre forze armate. Forse qualcuno sta studiando nuovi modi per aiutare gli africani a casa loro?

© Paolo Izzo
(foto da Repubblica.it) 

Annunci

Il Papa ha finito la Misericordina?

11 settembre 2017L’ultima sortita aerea di Jorge Mario Bergoglio in poche ore è già diventata la “giustificazione per fede” di nerboruti securitaristi e sollevatori di muri, anche se è soltanto la fotocopia di quanto il capo della Chiesa romana ebbe già a dire, forse con eco minore, a inizio novembre dell’anno scorso. Allora come oggi, gli Stati europei non stavano certo gareggiando a chi ospitasse il maggior numero di rifugiati, tuttavia il pontefice volle rimarcare che la “prudenza” dovrebbe essere «il buon consigliere» dei governanti in tema di accoglienza. Tornando dalla Colombia, ha spiegato che prudenza «significa valutare quanti posti si hanno». Forse Bergoglio ogni tanto finisce le pillole di Misericordina oppure la pressurizzazione dei voli papali è sempre regolata male, fatto sta che è già la seconda volta che i suoi discorsi celestiali piovono come meteoriti sulle file di migranti alle frontiere, rianimando animi e anime di chi vorrebbe solo “ricacciarli a casa loro”. Possibile che nessuno trovi il coraggio laico di insorgere di fronte al massimo esponente della religione cattolica che afferma si debbano tenere socchiusi il cuore e le porte, con tanto di pallottoliere alla mano?

© Paolo Izzo

Vorrei non sapere

INDONESIA-CONSERVATION-ENVIRONMENT-ANIMAL-ORANGUTANVorrei non sapere, perciò le tv e i giornali evitino accuratamente di raccontarmelo, che il Partito Radicale è approdato in Puglia con la sua “Carovana per la Giustizia”, dopo aver già attraversato Calabria, Sicilia e Sardegna e tutti gli istituti penitenziari di quelle regioni, oppure che 8000 detenuti di tutta Italia si sono uniti al Satyagraha annunciato da Rita Bernardini e da altri esponenti radicali a ferragosto scorso. Vorrei non sapere che quei carcerati sono di nuovo in crescente sovrannumero e che già 40 persone dall’inizio dell’anno si sono tolte la vita in galera e nemmeno ditemi, mi raccomando, se chi è in prigione venga trattato come richiede la nostra Costituzione. Vorrei proprio non sapere, poi, che i bambini sono detenuti insieme alle loro madri e che una carcerata di tre anni qualche giorno fa ha rischiato la morte per aver ingerito una bustina di veleno per topi! Ma soprattutto vorrei assolutamente non conoscere i motivi e gli scopi per cui il Partito Radicale, che se quest’anno non raggiunge i 3000 iscritti rischia pure di chiudere, si ostina con tutte le iniziative che organizza per la Giustizia a battere un ferro che non è mai caldo. Forse non ha capito che noi scimmiette, certe cose, non vogliamo ascoltarle, vederle, né parlarne.

© Paolo Izzo
(foto: BAY ISMOYO/AFP/Getty Images)

La mente e la morte

fagioliIl dibattito sul fine vita procede sempre a stento, dentro i palazzi della politica, ma anche fuori. Perciò ha fatto bene il radicale Marco Cappato, pur rischiando in prima persona una condanna, a chiedere di andare subito e pubblicamente a processo per aver accompagnato dj Fabo in Svizzera lo scorso febbraio. Per di più, al necessario dibattito si aggiunge la recente drammatica decisione dell’ingegnere di Albavilla di ricorrere al suicidio assistito, che ci pone una domanda già sollevata nel 2011 dall’ultimo viaggio di Lucio Magri, anch’egli affetto da grave depressione: chi soffre di una malattia psichica è davvero “libero” nella sua scelta di morire? All’epoca interpellai un luminare in questo campo, lo psichiatra Massimo Fagioli, che rispose: «Chi è malato di depressione può e deve essere curato e il bravo medico deve anzi impedire la sua tendenza al suicidio. Un diritto civile come l’eutanasia va pure conquistato, ma dovrebbe valere soltanto per chi sia affetto da una malattia davvero incurabile, che generi sofferenze insostenibili». Si dovrebbe ripartire da queste parole chiare, anche per evitare una confusione che non giova al già impervio cammino della legge sul testamento biologico.

© Paolo Izzo

Piazza pulita

Roma, scontri a Piazza Indipendenza: polizia sgombera i migrantiFinalmente nella Capitale una importante piazza del centro è stata rimessa a nuovo. Dal momento che la Sindaca di Roma non riusciva nell’intento, c’è voluto l’intervento deciso e decisivo delle forze dell’ordine che, sotto la guida della Prefetta di Roma, hanno messo in atto una operazione di “cleaning perfettamente riuscita”, come l’ha definita la stessa funzionaria del Ministero dell’Interno. Certo in tempi di inusitata siccità, l’utilizzo degli idranti sarà parso un eccessivo spreco di risorse, ma quella piazza non sarebbe mai stata così linda. L’unica nota dolente è stata quel centinaio di senzacasa, sedicenti rifugiati, che si trovavano a dormire per terra e che hanno tentato di ostacolare con i loro corpi l’operazione di polizia, pardon pulizia. È prevedibile che l’Ama, l’azienda capitolina che generalmente si occupa di rifiuti e di pubblica igiene, in futuro possa temere la concorrenza delle forze dell’ordine, ma potrà sempre contrattaccare sottolineando che gli immigrati dispersi dalla piazza non sono stati lavati bene: sono rimasti quasi tutti neri.

© Paolo Izzo, Radicale
(foto Vincenzo Livieri – LaPresse)

Il Destro-sinistra che avanza

foto reutersIn un tempo lontano, nei paraggi delle scadenze elettorali, la partitocrazia si contendeva il cosiddetto voto cattolico, mostrandoci una triste sfilata di personaggi politici che giocavano a chi sapeva genuflettersi con maggiore dedizione alle gerarchie ecclesiastiche. Da qualche anno, invece, la tattica sembra mutata, sebbene riguardi ancora i diritti civili e, si direbbe, umani. L’inseguimento, oggi, è sulla strada emergenziale, securitaria, persino patriottica e spesso vede i competitori impegnati nella disgustosa pratica del sorpasso a destra, che servirebbe per accaparrarsi il voto dei tanti “prima gli italiani!”. Così ci si litiga lo slogan “aiutiamoli a casa loro”, almeno anacronistico poiché, a pensarci prima che “casa loro” fosse un cumulo di macerie, forse avrebbe avuto anche un senso. E ritorna addirittura lo spauracchio della difesa della razza, che già dal Fertility Day mostrava le sue prime spore e che – negli intenti di un neonato Dipartimento “mamme” – può finalmente diventare malattia virale, senza vaccini disponibili. Verrebbe quasi da dire che un Destro-sinistra avanza inesorabilmente, se non fosse che è già entrato nelle nostre case e nessuno sembra voler aiutarci.

© Paolo Izzo
(foto Reuters)

«Non lasciate che i pargoli vadano a loro»

Father-Georg-Ratzinger-Cardinal-Joseph-Ratzinger“Liberaci dai preti” e “Sadici in abito talare“ sono soltanto due dei titoli, impensabili sulla nostra stampa, con cui autorevoli quotidiani tedeschi hanno commentato le orribili notizie giunte dal Duomo di Ratisbona, in particolare dal suo Coro di voci bianche. Un dossier ha rivelato che 547 atti di violenza corporale e 67 di molestie sessuali sarebbero stati perpetrati per decenni da 49 “educatori” su bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, che facevano parte di quel Coro, sotto la supervisione trentennale di Georg Ratzinger, fratello del papa “emerito” della Chiesa cattolica Benedetto XVI. Tutti i reati ovviamente sono prescritti, ma sarebbe questa l’occasione almeno per rispolverare il sottotitolo di un importante saggio del 2010 a firma di Federico Tulli, “Chiesa e pedofilia” (L’Asino d’oro edizioni), che recitava: ‘Non lasciate che i pargoli vadano a loro’. In quel libro, il mai abbastanza compianto Massimo Fagioli rispondeva così a una domanda dell’autore: «…si arrogano il diritto di essere gli educatori dei bambini, gli insegnanti della morale. Dovremmo affidare a loro i bambini? A persone che si autoproclamano educatori, quando in realtà sono dei delinquenti che violentano e ammazzano? Non è una storia di ora, ma una storia di duemila anni». Ecco, davvero dovremmo consegnare a costoro i nostri figli?

© Paolo Izzo, Radicale – Roma