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Misericordia fiscale e altre fantasie

26 marzo 2018

io c'èNel 2015 il Papa e il suo formidabile ufficio stampa lanciarono un Giubileo straordinario (e lastminute) di cui si ricorderanno le varie aperture di Porte sante, mediaticamente molto efficaci e simboliche dell’offerta ai fedeli di un percorso altrettanto straordinario verso la salvezza. Per l’occasione, con l’amico Franco Giacomelli, anche lui Radicale, lanciammo una proposta provocatoria: se avessero abbuonato anche a noi tutte le tasse sulle nostre case, avremmo garantito ai pellegrini giubilari la possibilità di una sosta di preghiera presso di noi, costruendo appositi altari domestici. Forse ispirato dalla nostra iniziativa o per una sintonia felicemente laica, il regista Alessandro Aronadio torna sul tema: all’inizio della sua intelligente commedia “Io c’è”, in uscita il 29 marzo, il protagonista prova a risollevare le sorti del suo “bed & breakfast” proprio dotandolo di un luogo di preghiera! Di fronte ai dinieghi che gli oppongono le varie religioni, per ottenere gli sgravi fiscali che cerca, sarà costretto a fondarne una tutta sua, ma anche dopo le divertenti conseguenze della sua idea, nell’aria incensata rimane quella domanda molto… radicale: perché centinaia di strutture cattoliche, in virtù della suddetta promiscuità abitativo-confessionale, continuano a essere esclusivamente e ingiustamente esonerate dal fisco?

© Paolo Izzo, Radicale

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