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20 febbraio 2012

In memoria di Luca Coscioni

Il 20 febbraio di sei anni fa moriva Luca Coscioni, dopo aver lottato fisicamente e psichicamente per 11 anni contro la sua malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, e nello stesso tempo, con la stessa forza, a favore della libertà di ricerca scientifica. Proprio in nome della libertà, aveva rifiutato la tracheotomia, per non dover vivere il resto dei suoi giorni attaccato a una macchina. Nell’anniversario di questa grave perdita per i diritti civili e per la buona politica, tra i quotidiani soltanto l’Unità (oltre ovviamente all’Agenzia Radicale) ha dato spazio al ricordo di Luca, attraverso la voce della donna che gli è stata accanto, la deputata radicale Maria Antonietta Farina. Ma tanti amici lo ricordano in blog, siti e social network, per la sua battaglia e per le sue belle, importanti parole: “Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi”; ‎”Ogni limitazione della conoscenza, della ricerca scientifica, in nome di pregiudizi ideologici, è un contributo al perpetuarsi di dolore e sofferenze”. Ebbene: la ricerca continua ad aspettare, i papi continuano a non scusarsi, le sofferenze continuano a perpetuarsi, ma per fortuna anche il pensiero di Luca Coscioni continua a “vivere”, attraverso il ricordo dei suoi amici. Miei amici.

19 febbraio 2012

L’ABC della partitocrazia, tripolarismo all’amatriciana

Mentre la tv pubblica ci stordiva di Sanremo e l’italiano medio si cavava gli occhi su internet alla ricerca della farfallina di Belen, un patetico Cerbero si aggirava per i Palazzi, tra festicciole e rinnovata complicità. Sono stati visti spesso a braccetto, Alfano, Bersani e Casini, l’ABC della moderna partitocrazia: erano insieme all’Ambasciata italiana presso la santa sede, dove il 16 si è festeggiato (sic!) il Concordato tra Mussolini e il Vaticano; poi nei corridoi della Camera dei Deputati, dove dichiaravano sorridenti e affaticati l’unisona volontà di riformare Costituzione e legge elettorale. Gira voce che A, B, e C stiano lavorando alacremente a una nuova prelibatezza gastropolitica: il tripolarismo all’amatriciana. Ora si tratta soltanto di togliere dall’antica ricetta alcuni ingredienti piccanti. Per non far impazzire la salsa cattolica, intanto, andrebbero banditi i cosiddetti “temi sensibili”, che a noi ancora piace chiamare “diritti civili”, in cambio di pochi denari vaticani, comunque dovuti. Poi, per mantenere la cottura, occorrerà far chiudere alcuni giornali sinistri e limitare il numero di parlamentari, in modo che rimangano fuori perlomeno gli otto o nove difensori dei diritti sopracitati, detti anche Radicali. Tanto quelli sono già fuori, per strada, a gridare inascoltati la parola “laicità”: ma quel suono somiglia al crepitio delle fiamme che ancora avvolgono Giordano Bruno, come ogni 17 febbraio, dal 1600.
15 febbraio 2012

Il filosofo che s’illuminò d’immenso

Infelice idea quella di celebrare ancora, nonostante gli evidenti danni che essi hanno arrecato al nostro Paese, i Patti Lateranensi tra l’Italia di Mussolini e il Vaticano. Grottesca idea di farlo il 16 febbraio, alla vigilia cioè del rogo del filosofo Giordano Bruno, nonostante nel 1929 la firma del famigerato trattato-concordato sia stata siglata l’11 febbraio e non il 16. Subdola idea di scalzare così, ancora una volta, dalla memoria e dall’attenzione, la data fondamentale del 17 febbraio 1600, quando un “eretico impenitente” e le sue idee furono arsi vivi a Campo de’ Fiori, per ordine della Chiesa cattolica. Non ha mai chiesto perdono, la Chiesa, per quello e per tanti altri omicidi perpetrati in nome della fede. Bizzarra coincidenza che la giornata per il Risparmio Energetico cada anch’essa il giorno 17: “m’illumino di meno” dice lo slogan e l’ironia farebbe aggiungere che, tanto, ci saranno le fiamme del filosofo nolano a fare abbastanza luce. Pensando, infine, che l’originale ungarettiano “m’illumino d’immenso” andrebbe altrettanto bene per ricordare Giordano Bruno e gli infiniti mondi per cui morì.

11 febbraio 2012

Rifiutare le negazioni

Correva il 9 febbraio l’anniversario della interruzione della alimentazione artificiale di Eluana Englaro, già morta 17 anni prima ma tenuta in non-vita per legge. Non si è quasi parlato di questa ricorrenza che tanto sembrava aver appassionato i paladini degli stati vegetativi. Si è molto parlato invece, e si continuerà a parlare, della strenua difesa da parte delle gerarchie catto-politiche di tutti gli stati precedenti o posteriori alla vita umana. L’iniziativa del cimitero dei non-nati, per esempio; o l’obiezione di coscienza di medici e farmacisti per la tutela degli ovociti fecondati di donne che vorrebbero abortire; fino ai continui veti alla ricerca scientifica sugli embrioni stessi e sulle staminali. Ogni cellula sembra più importante dell’essere umano vero e proprio: non-vita, non-nati, non-pensiero. Non-leggi, quindi, di un Paese intrinsecamente non-laico e di una non-politica opportunisticamente asservita al Vaticano. Negazioni quotidiane violente, queste, cui si dovrebbe rispondere sempre con un rifiuto netto e radicale: NO ai mille “non” che negano i diritti civili fondamentali di donne e uomini vivi.
10 febbraio 2012

Scomunicateci o vi scomunichiamo noi

Una serie di gravissimi scandali si è aggiunta, negli ultimi anni, al curriculum non proprio specchiato della Chiesa cattolica. Ovvero, si dovrebbe dire, sono state scoperte pratiche (pedofilia, riciclaggio, evasione… omertà) che si protraevano impunite da decenni. Perciò vorrei rilanciare una richiesta di scomunica che inviai oltretevere quasi cinque anni fa e che a tutt’oggi è rimasta inascoltata. Quella “eresia”, da cui nacque anche un “Manifesto per la scomunica“, fu sottoscritta da migliaia di persone. Perché sarebbe un atto dovuto, da parte di lorsignori, scomunicare tutti quelli che si battono per il primato dei diritti civili e della vita umana, quasi sempre contravvenendo a dogmi religiosi. Ci siamo attivati perché la non-vita di Eluana finisse e ci attiveremo ancora in favore della libertà di essere… esseri umani. Ci siamo attivati per la fecondazione assistita, omologa ed eterologa. Continueremo a sostenere la ricerca scientifica sulle cellule staminali, le pillole anticoncezionali e quelle abortive. Difenderemo la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e ne invocheremo una (giusta) sul testamento biologico e un’altra ancora per le coppie di fatto. Per tanti diritti sgraditi al Vaticano, lotteremo giorno dopo giorno. E denunceremo, sempre, le tante nefandezze che vengono commesse nell’incensato silenzio delle chiese. Perciò, si tolgano il pensiero e ci scomunichino tutti, prima che noi scomunichiamo loro. Così possiamo finalmente “contarci”: tenendo presente che cellule, embrioni e spiriti santi non hanno diritto di voto.

6 febbraio 2012

Religioso silenzio sulle mutilazioni genitali femminili

Della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, sui media di un Paese monosessualmente maschile e misogino come il nostro, si è parlato ben poco. E’ proprio oggi 6 febbraio, ma è come se il problema non ci riguardasse, sebbene solo in Italia siano più di 90.000 le donne a rischio di infibulazione, tra cui quasi 8.000 bambine. Si dà atto al solo quotidiano La Stampa di averne parlato, citando i dati raccolti dalle associazioni “L’Albero della Vita” e “Nosotras”, che parlano di 140 milioni di donne mutilate ogni anno nel mondo!
In compenso, da noi, si sa sempre tutto quello che dice il papa nel cosiddetto Angelus domenicale: ieri, ben guardandosi dal citare, anche solo per la retorica di rito, questo vero stupro di massa che donne e bambine subiscono nel mondo, Ratzinger si è espresso invece sulle malattie e sul modo per guarire. Oltre alle cure “appropriate”, secondo l’uomo in bianco, ci vuole la fede per sconfiggere radicalmente il male! Ecco, vada a dirlo alle donne mutilate genitalmente, peraltro per motivi religiosi: non sia mai che, pregando, si possa magicamente ricostruire anche il loro desiderio sessuale.

1 febbraio 2012

Chiedo asilo politico alle gemelle Kessler

In Italia, se e quando si farà una legge sul testamento biologico, sarà una cattiva legge. Come è accaduto per quasi tutte le disposizioni in materia di diritti civili. Dalle nostre parti vige infatti una sola regola: dobbiamo soffrire. Per avere figli o per non averli, per unirci civilmente o per svincolarci dal matrimonio, per decidere quando la nostra vita abbia un senso e per scegliere quando sia finita. Volendo scappare da un Paese sanfedista, dove sono più importanti gli embrioni non-nati degli esseri umani già nati e dove a qualcuno piacerebbe tenerci tutti in stato vegetativo, l’unica soluzione è di chiedere asilo politico… alle gemelle Kessler. Dadaumpa!

1 febbraio 2012

Rieducazione cattocomunista

Fidel Castro sarebbe pronto alla conversione e così papa Ratzinger corre ad accaparrarsi anche l’ultimo baluardo del comunismo. Non c’è niente da fare, anche nel più tenace comunista batte evidentemente un cuore cattolico. Rivoluzionari, dittatori, eretici apparentemente irriducibili: il Vaticano, con pazienza biblica, li aspetta tutti al varco, per impartire loro un’estrema benedizione e annoverare un’altra anima nel conto della Storia. Ma la domanda, da laici, è la seguente: nelle dittature e nei totalitarismi di ogni latitudine, quando non manifestamente dichiarato, quanto ha influito un latente pensiero religioso? Castro stesso aveva in parte risposto, quando dichiarò che l’aspetto rivoluzionario della dottrina cristiana risiedeva nella sua funzione educativa: infatti anche lui “educava” i dissidenti cubani, proprio come i papi della Storia hanno educato gli “infedeli”… E allora, mentre non ci si aspetta niente di peggio che essere educati da lorsignori, meglio tenersi stretta in mente la magnifica sequenza di “Buongiorno, notte”, dove Marco Bellocchio immaginava i brigatisti rossi farsi il segno della croce prima di mangiare. E di uccidere.
27 gennaio 2012

Escatologia italiota e Inquisizione preventiva

Il rumore intorno al lavoro teatrale “Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio” odorava di incenso lontano un miglio. Già prima che l’opera di Romeo Castellucci ricevesse il placet dell’Avvenire, si poteva intuire che si è di fronte a una diatriba filosofica catto-centrica: Gesù, Dio e come e a chi l’essere umano deve “credere”. Uno che, al contrario, persevera nel voler “pensare”, indagando laicamente l’umano senza aiuti dall’aldilà, è il regista Marco Bellocchio. Il quale, per voler fare un film sulla vita e la morte, ha già collezionato due censure: cassaforte chiusa alla Regione Friuli, che ha negato i fondi per il film, e porte chiuse all’ospedale di Udine che ospitò gli ultimi giorni di Eluana Englaro, ma che non consentirà le riprese de “La bella addormentata”. Non se ne sa ancora quasi niente, ma non sia mai che possa trattarsi di un film laico! E allora, tutti in fila verso l’acquasantiera battendosi il petto: “io con Bellocchio non c’entro”. E così, in perfetto stile italiano, mentre il caso Castellucci si innalza verso un trascendentale, quanto astratto, dibattito escatologico, il Maestro Bellocchio deve fare concreti conti con una Inquisizione molto terrena e, soprattutto, preventiva.
26 gennaio 2012

Il fumatore eretico

Ho due rivolte in mente. Entrambe nonviolente.
La prima, da fumatore, è contro i nuovi rincari imposti a chi come me ha questo brutto vizio: formiamo una vera categoria, ma non possiamo bloccare strade, lanciare pesci o far scadere il latte. Non posso fare molto, da fumatore. Salvo annerire con le mie emissioni tutti i portici della città: ma ci vorrà del tempo. Oppure, decidere di smettere… ma come si salverà il Paese senza i miei soldi?
La seconda rivolta, da eretico, riguarda la mia prima, unica, minuscola casa. Devo trovare il modo di non pagare l’Imu e di aspettare caparbiamente la terza o quarta ingiunzione di pagamento da parte del Fisco. Soltanto a quel punto invocherei la presenza in casa di tanti testi miei in cui il Vaticano è diffusamente citato (in negativo, ovviamente), per tentare di ottenere i benefici previsti. All’arrivo di un ostinato ufficiale giudiziario, infine, ammetterò senza mezzi termini di essere un peccatore, ma che nessuno osi definirmi reo! E concilierò ecumenicamente una riduzione e una rateizzazione del pagamento.
Da fumatore eretico, insomma, chiedo: mi lasciate fumare in pace e fate pagare le tasse anche alla Chiesa?

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