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Verità fa rima con giustizia

2 ottobre 2012
La fiction di Ricky Tognazzi sull’errore-orrore giudiziario che colpì Enzo Tortora all’inizio degli anni Ottanta avrà l’innegabile pregio di riportare l’attenzione pubblica su temi come il garantismo e la giustizia giusta e sul nostro sistema carcerario e giudiziario. Almeno per un paio di settimane… la maggioranza degli italiani si troverà dunque d’accordo con alcune delle principali battaglie dei Radicali. Tuttavia il solito rischio di queste operazioni è che la verità venga aggiustata e riadattata al presente. Fin dal lontano 17 giugno 1983, furono i “Quaderni Radicali” diretti da Giuseppe Rippa, con Valter Vecellio e Silvio Pergameno, i primi ad accorgersi che nel caso Tortora c’era qualcosa che non andava e a “puntare” sull’innocenza del presentatore televisivo: la loro quotidiana “Agenzia Radicale” (allora un pacchetto di fogli ciclostilati) denunciò subito il “tragico abbaglio” giudiziario e mediatico e, in un secondo momento, Marco Pannella decise di candidare Tortora al Parlamento europeo. Oggi, negli studi televisivi e sui giornali, piacerebbe ascoltare questi Radicali e invece si sprecheranno i commenti di chi a quei tempi non c’era o magari era proprio tra quelli che sotto sotto non credettero all’innocenza di Tortora.

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